Alla fine è andata nel più tradizionale dei modi e secondo un copione già visto: il Governo ha posto la fiducia e imposto così al Senato di ignorare le tante proposte di miglioramento del disegno di legge in materia di liberalizzazioni.
Tra le tante proposte bocciate – ed anzi neppure esaminate – anche l’intero pacchetto sulla “liberalizzazione del futuro” presentato, nelle scorse settimane, da una pluralità di associazioni e soggetti ai quali, da tempo, sta a cuore il futuro del Paese con particolare riferimento al sistema innovazione [Agorà Digitale, Altroconsumo, Articolo 21, Associazione Italiana Internet Provider, Associazione Italiana per l’Open Government, Assoprovider, Istituto per le Politiche dell’Innovazione, Libertiamo e gli Stati Generali dell’Innovazione, insieme allo Studio Legale Sarzana].
L’abolizione dell’anacronistico monopolio della SIAE, la liberalizzazione del prezzo dei libri con la conseguente libertà di praticare sconti, il rilancio di serie politiche di duffusione del software libero e di open data, l’abolizione dell’inutile contrassegno SIAE, l’introduzione nella legge sul diritto d’autore di qualche “libera utilizzazione” della quale si avverte una straordinaria ed urgente necessità per garantire la circolazione della cultura e delle idee nello spazio telematico, l’obbligo per tutti gli intermediari dei diritti di consentire negoziazioni online e quello per i distributori di opere cinematografiche di rendere disponibili le proprie opere anche online, contestualmente all’uscita nelle sale, sono solo alcune delle proposte per garantire un rilancio dell’innovazione e del futuro del Paese che il Governo Monti ha deliberatamente scelto di ignorare.
(Segue qui su Wired)